1ª Tappa Blogtour "Una Scrittrice Troppo Bugiarda" di Eveline Durand - Presentazione della cover e del romanzo


Buongiorno Mentalisti e buon sabato!
Come promesso, stiamo cercando di tornare attive come prima. Anzi, possibilmente più di prima! Oggi ho il piacere di ospitare la prima tappa del blogtour dedicato al romanzo "Una Scrittrice Troppo Bugiarda" di Eveline Durand, primo capitolo autoconclusivo della serie "Too Much", edito dalla Delrai Edizioni. Questo romanzo è il primo della nuovissima Collana Vega, dedicata esclusivamente alle pubblicazioni digitali della casa editrice :)

In questa prima tappa vi presenterò il romanzo, la cover e l'autrice. E perché no, anche l'incipit del romanzo!


la cover e le informazioni sul romanzo

Titolo: Una Scrittrice Troppo Bugiarda
Autrice: Eveline Durand
Editore: Delrai EdizioniSerie: Too Much Series
Collana: Vega
Genere: Romance, Chick-Lit
Prezzo E-book: 2,99 € (offerta lancio il primo giorno 1.99 €)
Codice ISBN: 978-88-99960-28-5
Disponibile dal: 6 Settembre
Pagine: 130

Patricia ha un sogno: quello di diventare scrittrice. Ma la strada per arrivare al successo non è poi così semplice. Tutti sembrano amare le storie piccanti e lei non è capace di scrivere scene spinte. Capitano a fagiolo, quindi, i diari della zia Brie, erotici e romantici al punto giusto, da cui trarre ispirazione. 
Il ritorno di Samuel Fenwick nella sua vita, però, le fa capire che l’erotismo non è soltanto una favola da mettere per iscritto sul suo blog, ma è un desiderio che arde sottopelle e che brucia dentro fino a farle fare scelte azzardate e senza logica. 
Una notte ancora, solo una, con un uomo ricco che le ha rubato il cuore da ragazza. Sembra volerlo anche lui, mentre lo sguardo le accarezza il corpo e le dice che non ha dimenticato. Pat non sa cosa fare, ma una cosa è certa: un uomo come Sam non può essere soltanto un’avventura, perché per lei Samuel è ancora il ragazzo sorridente e romantico che l’ha fatta sognare al faro, non l’uomo ricco e snob della famiglia che spadroneggia in paese. 

Una storia frizzante e leggera, dai toni dolci, che vi farà sospirare e sorridere insieme. Il primo romanzo autoconclusivo della serie romantica Too Much della scrittrice Eveline Durand, che inaugura con la sua penna talentuosa la collana digitale Vega della Delrai Edizioni

È il bacio che non ho mai avuto, il tocco di un uomo maturo, tanto esigente quanto generoso. Mi sfiora di nuovo con la punta della lingua, prima di mordere piano, come se fosse pronto per avere tutto il resto.
«Sei migliorato, devi aver fatto molta pratica.»
(…) Potevo restare nell'ignoranza. Invece ho voluto provare la serie A fatta uomo. Ho stipulato io stessa il contratto col diavolo degli amanti, con la clausola riportata in calce a garanzia di non rivederlo mai più. 
L’autrice:
Eveline Durand
Eveline non ama molto parlare di sé. Come autrice, tanta riservatezza è da lei stessa giustificata con l'esigenza di lasciarsi andare alla scrittura, ma in realtà la sua è solo timidezza. Grande sognatrice a occhi aperti, ha sempre con sé un quaderno per prendere appunti, veste sempre di nero e le piace andare al cinema da sola. La sua libreriaoccupa l'intero soggiorno. Scrivere romanzi rosa è il suo modo per esprimere al meglio una sua teoria: l'amore romantico è molto più divertente se condito con una buona dose di torbida passione.

CALENDARIO BLOGTOUR

Ecco il calendario del blogtour (click per ingrandire)


Le prossime tappe saranno pubblicate sui blog:
Il Salotto del Gatto Libraio | Bookspedia | La Stamberga d'Inchiostro | My Pages à La Page

LEGGIAMO INSIEME L'INCIPIT DEL ROMANZO

«Forse non sono stata abbastanza chiara.»
L'infermiera specializzata di nome Rose se ne sta in piedi di fronte a me, rivolgendomi il suo migliore sguardo di disapprovazione.
«Qual è il problema? In questo istituto avete diversi ospiti affetti da demenza senile, giusto?» provo a chiederle in tono conciliante. Mia zia ha sessantacinque anni, forse non sono molti per inserirla in quella categoria.
«Il problema è che Brianne non è affetta da demenza senile, signorina Clayton» chiarisce infatti l'altra, sbuffando.
Vorrei provare a rispondere, ma l'altra solleva una mano in aria e mi frena col suo cipiglio militare.
«Sua zia è solo depressa, molto testarda e particolarmente permalosa.»
A questo punto trovo sia giusto scattare in piedi, decisa a dire la mia.
«E secondo voi non parla da quattro anni perché è permalosa?»
La conversazione procede così da ormai venti minuti buoni.
«Mi dispiace, Patricia» riprende Rose in toni più morbidi. «Brie è un caso molto singolare. Per farle capire cosa intendo, le basti sapere che di notte sgattaiola indisturbata fuori dalla sua stanza per mettere a segno scherzi di cattivo gusto.»
«Ma è ridicolo!»
«Abbiamo i filmati.»
Sbatto le palpebre di fronte a quell'informazione.
«Mi ha appena detto che è depressa, perché una persona depressa farebbe una cosa simile? E poi saranno scherzi innocenti, non sia melodrammatica...»
La massiccia infermiera sistema il suo cardigan immacolato sul seno generoso e abbandona la sua aria accomodante: si prepara a dar battaglia.
«La cara Brianne l'altra sera ha nascosto i guanti e i pannoloni da adulti: tutti quanti. Si è divertita a scambiare i bicchieri delle dentiere. Ha trascritto con il pennarello indelebile alcune
confidenze sfuggite alle mie colleghe mentre la stavano accudendo.»
«Tanto baccano per qualche pettegolezzo?» Interromperla è da maleducati, ma è più forte di me.
«Pettegolezzi? Due infermiere professioniste si sono azzuffate per lo stesso uomo. Sono mie amiche e rischiano il posto!» esclama lei con le narici ormai dilatate in uno sbuffo sdegnoso.
Quasi senza rendermene conto, deglutisco a vuoto diverse volte e provo a concentrarmi su qualcosa di serio: è difficile non mettersi a ridere di fronte alle sopracciglia aggrottate di quella valchiria.
«Insomma, è la Gossip Girl del pensionato!»
La battuta è riuscita a sfuggirmi di bocca così in fretta che non sono stata in grado di ricacciare indietro la risata di naso.
«Mi scusi. Sono davvero desolata» singhiozzo, peggiorando ulteriormente la situazione.
«Rida pure, adesso posso dire con certezza che l'umorismo è una dote di famiglia» si permette di bacchettarmi il caporale Rose, ormai decisa a guardarmi dall'alto in basso. «Che la divertano o meno i brutti scherzi di sua zia, questo è un ultimatum, signorina Clayton. Le consiglio di parlare con lei
per convincerla a cambiare atteggiamento, o saremo costretti a chiederle di trovare un'altra struttura disposta ad accoglierla.»
La mia allegria evapora in un istante. Non serve a molto chiedere scusa e tentare di smuovere la sua
compassione: il messaggio mi è stato riferito a nome del direttore in persona. E così, la visita rituale del sabato mattina all'unica parente di mia madre diventa un grigio monologo di quaranta minuti.
«Zia, se non fai qualcosa per risolvere la situazione dovrai andartene da qui» le dico per l'ennesima volta, osservando l'elegante figura abbandonata sulla sedia a dondolo come una vecchia attrice.
Il suo sguardo per un attimo mi concede attenzione, ma la cosa dura davvero poco, perché col naso impertinente e un'alzata di sopracciglia si volta a fissare la finestra, sorda alle mie lamentele.
«Potrà sembrarti un posto noioso, ma è in questa città che sei sempre vissuta e qui il prezzo è accettabile. Come farò a venire a trovarti in un'altra città?»
Le mie suppliche cadono nel vuoto. A vederla così, la signora dai capelli stile Marilyn dai modi
altezzosi, non sembra neppure imparentata con la donna solare che mi ha messa al mondo.
Da dove spunta quel suo atteggiamento da snob? Mi domando, al limite della mia già scarsa pazienza.
Tanta presunzione appare a dir poco ridicola. Sappiamo tutti che da sempre la nostra famiglia, me
compresa, ha svolto le mansioni più umili nella nostra cittadina del cavolo.
Come se fare le pulizie o servire alla tavola calda fosse una sorta di lascito ereditario, non ci allontaniamo mai troppo da Meltherby e siamo conosciuti per essere degli onesti, infaticabili lavoratori alle dipendenze altrui. Io la reputo quasi una maledizione.
La zia Brie può anche essere una donna orgogliosa e battagliera, ma ha fatto la governante per vent'anni e non ha mai messo piede fuori città.
Bisogna dire che ha svolto il suo lavoro in modo impeccabile e che è stato il suo senso di giustizia a incoraggiare il carattere forte di mia madre.
Ho sempre avuto il sospetto che la sua morte prematura, quasi cinque anni fa, sia stato uno dei moventi della sua inconsolabile depressione, anche se non ricordo di aver mai visto la zia del tutto spensierata.
Nonostante l'affetto per lei e un anticipo di senso di colpa, so che devo prendere immediati provvedimenti. Brianne non si è mai sposata, la rendita del fratello copre a malapena le spese della retta e nessuno, a parte la sottoscritta, si occupa di lei. Se davvero hanno intenzione di allontanarla non sarò in grado di tenerla d'occhio, per non parlare delle spese, che rischiano di
dissanguare il mio povero conto di emergenza. La vecchia Brie continua ad essere un osso duro, ma come ha giustamente sottolineato l'infermiera Rose, nelle mie vene scorre il suo stesso sangue.
Non posso abbandonarla.
La conosco da una vita, è stata proprio lei ha contagiarmi con la sua passione per la lettura, ed io le ho ricambiato il favore non appena è entrata nella sua fase più nera, quattro anni fa.
Dietro mio consiglio, nonostante il suo improvviso mutismo, si è consolata scrivendo le sue riflessioni su un diario terapeutico.
Dopo quel grigio e insospettabile settembre, dal suo crollo improvviso, ha scritto decine e decine di pagine, arrivando negli anni a riempire una piccola collezione di sfoghi personali.
So che quei diari sono il suo tesoro e da brava tutrice ne conosco il nascondiglio.
I suoi segreti sono custoditi in una vecchia valigia, sotto il cappotto che non usa ormai più, all'interno del suo guardaroba. La decisione è ormai presa, così sospiro rumorosamente e un po' dispiaciuta per quello che sto per fare inizio a mettere in pratica la mia strategia.


Allora, che ne pensate?! Vi incuriosisce?
A me moltissimo, non vedo l'ora di scoprire cosa ne farà Patricia di quei diari!

Non perdetevi le prossime tappe
, ricche di curiosità non solo sul romanzo, ma anche sull'autrice e l'editore! Seguiteci e commentate, perché alla fine del tour potrebbe esserci una sorpresa per voi!

Alla prossima,


Pam - Il Cibo della Mente

6 commenti

  1. Che meraviglia! Innanzitutto, adoro la scelta della cover: minimal ma d'impatto e MOOOOOLTO moderna (alleluia, alleluia). Poi ... Già l'incipit mi intriga ... Ahah so già che questo libro andrà ad unirsi agli altri nella lista DA LEGGERE!
    Bellissima tappa.
    Rachel

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    1. Ciao Rachel! Sono felicissima che la cover ti piaccia! L'incipit è davvero intrigantissimo, infatti stasera mi sa che finisco Sacrifice e mi fiondo su questo :P ♥

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  2. Sembra molto carino!
    Sono già in linea il 7 settembre per scaricarlo!!

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    1. Ciao Claudia! Si, ispira molto anche me e sarà sicuramente la mia prossima lettura :) Poi facci sapere che ne pensi!

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  3. un incipit davvero carino, sono convinto che questa storia piacerà a molti!

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